VIENTO BLANCO Viento Blanco non è soltanto un diario di viaggio. È qualcosa di diverso e di più, perché le pagine che ci troviamo a scorrere hanno il sapore ed il gusto particolare delle narrazioni di quei viaggiatori attenti e non europocentrici, che dal Cinquecento e fino all’inizio del Novecento, hanno raccontato di popoli e terre lontane, col solo desiderio della conoscenza. Viento Blanco non resoconta ciò che è stato visto da Juana e dal suo piccolo gruppo di amici, ma trascrive impressioni, stati d’animo, il vissuto di un mondo, di una cultura naturale e materiale profondamente lontane da quelle occidentali, eppur così vicine al senso ultimo dell’esistenza. L’Autore, per mano di Juana, sua alter ego – non casualmente femminile – ci conduce per mano in un habitat del tutto particolare. Il registro della narrazione è sempre denso e nelle pagine del libro c’è una percezione dei luoghi, dei personaggi, degli avvenimenti di un sud del mondo, profonda ed emozionale. Ciò sicuramente perché non si tratta di semplice descrizione e rappresentazione del dato visibile, ma di rivisitazione interiore. Uno dopo l’altro, i momenti del viaggio sono vissuti dal lettore con intensità diverse, proprio a causa dei diversi registri del raccontare Lorenzo Lo Presti. Ora sembra che l’Autore si appresti a proporre una story-board, come per le indicazioni di regia di un film documentaristico; ora crea passaggi in cui le parole divengono luci con le loro ombre, colori pronti sulla tavolozza del pittore per essere stesi su una tela; ora trascrive come su un pentagramma note, accordi, toni di diversa altezza e timbro che annunziano fraseggi di una strana, primitiva “musica di Dio”; infine, passaggi, in cui non chi scrive ma chi legge, si interroga con Juana sul senso dell’essere e del vivere. Una lettura superficiale potrebbe indurre il lettore a vedere i personaggi del racconto come personaggi stilizzati, caratterizzati, quasi da romanzo d’avventura, da fiction, ma subito scopre il loro lato profondamente umano, vissuto, problematico, riflessivo, mai artefatto. Parlano al cuore, pesano le parole, come Juana che sa andare “dentro”, oltre la parola detta, il fatto narrato. Juana rende “nudo” chi vorrebbe essere – e vogliamo esserlo un pò tutti – il re di se stesso. Pagine intense, dunque, quelle di Viento Blanco. Pagine piene di senso, di colore e di poesia; pagine di lettura veloce, ma con il rendez-vous di grande dimensione narrativa. Pagine, dopo una prima lettura, da continuare a sfogliare per un viaggio di proposito “portraits”, come nella più classica narrazione documentaristica, da Houel del “Viaggio in Sicilia” al nostro conterraneo Saverio Scorfani con il suo “Viaggio in Grecia”.
Formato 23x21; Pagine: 132
AUTORE: LORENZO LO PRESTI €10.00 ART.#: ISBN888865920x | |